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Manuale Archivio Flow

Come organizzare un archivio fotografico con Archivio Flow

Un archivio non è davvero ordinato solo perché le foto sono dentro alcune cartelle. Deve permetterti di sapere quali lavori hai salvato, dove si trovano e se l'importazione è stata completata, anche dopo anni.

SoftwareArchivio Flow
Problema risoltoCatalogare, rinominare e ritrovare ogni lavoro senza gestire l'archivio a mano da Esplora file.
Quando usarloDall'importazione della scheda alla consultazione e al backup dell'archivio.

Il problema: migliaia di file non formano un archivio

Nel lavoro quotidiano di un fotografo è facile accumulare cartelle con nomi diversi, schede contenenti più servizi, fotografie e video mescolati e copie di cui non si ricorda più lo stato. Usare soltanto gli strumenti nativi di Windows obbliga a controllare manualmente percorsi, nomi e date. Più cresce l'archivio, più aumentano tempo perso e possibilità di errore.

Archivio Flow nasce per trasformare questo insieme di cartelle in un sistema coerente. Il software crea un indice dei lavori, applica sempre la struttura scelta dallo studio e conserva le informazioni necessarie per ritrovare rapidamente ogni servizio.

Un evento può continuare dopo mezzanotte

La selezione per data passa dall’anteprima all’importazione e resta modificabile. Per separare un matrimonio serale dalle comunioni della mattina seguente, scegli il primo e l’ultimo scatto nel selettore visuale oppure imposta un intervallo data/ora. La data anagrafica del lavoro resta indipendente: più giornate possono appartenere allo stesso evento.

I filtri usano l’orario di modifica dei file (mtime), non l’EXIF, nel fuso locale del computer. Entrambi i confini sono inclusi; file con lo stesso timestamp vengono selezionati insieme. La prima griglia carica pagine cronologiche di 500 file, continuando sulle pagine successive. Clic e Shift+clic selezionano i file esatti, senza includere automaticamente altre foto con lo stesso orario.

Nella schermata di importazione trovi subito il lavoro e i dati essenziali; percorsi, conteggi e filtri sono espandibili. Al cambio scheda il lavoro scelto resta disponibile, mentre selezione e verifiche dell’origine vengono rinnovate. Ogni copia mostra subito la preparazione e l’avanzamento della propria operazione. Solo il confronto reale con l’archivio attesta quali file sono al sicuro: una data o un intervallo già usato non bastano.

Cosa fa Archivio Flow

  • Crea e indicizza l'archivio: mostra un elenco dei lavori registrati senza costringerti a cercarli cartella per cartella.
  • Mantiene una struttura uniforme: anno, categoria e lavoro possono essere organizzati secondo una gerarchia configurabile.
  • Importa dalla scheda: conta i file, copia il contenuto e registra una sessione verificabile.
  • Filtra per data: aiuta a dividere più lavori presenti sulla stessa scheda senza copiarli tutti nello stesso progetto.
  • Rinomina file e lavori: applica nomi coerenti, utili quando devi cercare una fotografia mesi o anni dopo.
  • Separa fotografie e video: riconosce i media e li dispone nelle cartelle previste dal flusso.
  • Crea cartelle personalizzate: puoi preparare una struttura ricorrente per selezione, lavorazione, esportazioni o consegna.
  • Genera copie JPG a bassa risoluzione: le salva nella cartella BASSA_QUALITA, mantenendo la struttura, così puoi usarle per una copia cloud più leggera.
  • Analizza archivi già esistenti: individua lavori allineati, cartelle rinominabili, casi da controllare e conflitti.
In parole semplici: invece di ricordare ogni volta come chiamare e dove mettere un lavoro, definisci il metodo una volta e lo riutilizzi per tutto l'archivio.

1. Configura il metodo dello studio

Scegli la cartella principale dell'archivio e definisci la gerarchia che vuoi mantenere. Una struttura possibile è Anno → Categoria → Lavoro, ma il livello dedicato ad anno e categoria è configurabile. Puoi inoltre preparare cartelle standard che verranno usate nei nuovi lavori.

La regola migliore è quella che rimane comprensibile anche a distanza di tempo. Un nome come “2026-08-25 - Matrimonio Rossi” è più utile di “Nuova cartella 12”, soprattutto quando la ricerca non viene fatta dalla stessa persona che ha importato il servizio.

2. Importa una scheda che contiene uno o più lavori

Dopo aver inserito la scheda, Archivio Flow mostra quanti file ha rilevato e distingue RAW, JPEG, video e altri formati. Inserisci nome, data, autore e destinazione del lavoro, quindi controlla l'anteprima prima di avviare la copia.

Se la scheda contiene più servizi realizzati in date diverse, usa il filtro per data. Importa prima il lavoro interessato, controlla il risultato e ripeti l'operazione per l'altro intervallo. In questo modo i file non finiscono in un'unica cartella indistinta.

Per la procedura passo per passo puoi consultare anche la guida specifica all'importazione della scheda SD.

3. Seleziona le foto e continua negli altri tool FileX

Dalla griglia della scheda puoi selezionare le fotografie compatibili senza perdere la selezione quando cambi filtro o data. Apri fino a 500 immagini direttamente in Image Party Frame o Batch Print Layout; per una fototessera invia una sola immagine a FileX ID Photo.

Il passaggio è locale e contiene soltanto riferimenti verificati ai file. Mantieni la scheda collegata fino al termine del lavoro o fino a quando il tool destinatario ha creato la propria copia di lavoro.

4. Separa foto e video e applica nomi ricercabili

Durante l'importazione il programma riconosce i video e li colloca nella destinazione dedicata. La rinomina può invece rendere i file immediatamente associabili al lavoro, evitando sequenze generiche come DSC_0001 o IMG_0001 ripetute da fotocamere diverse.

La rinomina non serve solo all'ordine visivo: riduce le ambiguità quando cerchi un file, prepari una consegna o ricevi dal cliente un elenco di fotografie da recuperare.

5. Verifica l'importazione prima di liberare la scheda

Archivio Flow registra le sessioni di importazione e distingue file pianificati, verificati e non riconosciuti. Il controllo “sicuro da formattare” può indicare se tutti i file della scheda risultano associati a importazioni verificate.

Attenzione: l'indicazione di importazione completata non sostituisce una seconda copia. Prima di formattare una scheda importante, verifica anche il backup su un'altra unità fisica.

6. Metti ordine anche in un archivio già esistente

Non è necessario partire da zero. L'analisi dell'archivio confronta le cartelle presenti con la struttura impostata e le divide in quattro situazioni: già allineate, pronte per essere rinominate, da controllare manualmente oppure in conflitto. In questo modo puoi sistemare progressivamente l'archivio senza spostare cartelle alla cieca.

L'indice viene riconciliato con il contenuto reale del disco e tiene conto anche dei lavori scoperti direttamente nell'archivio. È utile quando aggiungi un disco esistente o quando alcune cartelle sono state create in passato fuori da Archivio Flow.

7. Prepara una copia cloud leggera

Per ogni lavoro puoi generare JPG compressi nella cartella BASSA_QUALITA. Archivio Flow conserva la struttura delle sottocartelle e può evitare di rigenerare file già presenti. Queste copie occupano meno spazio degli originali e sono più pratiche da sincronizzare con il servizio cloud scelto.

Il software prepara i file a bassa risoluzione localmente: non promette di sostituire un sistema completo di sincronizzazione cloud e non carica automaticamente l'intero archivio fotografico su Google Drive.

8. Consulta il registro remoto senza caricare migliaia di foto

Collegando il proprio account Google, Archivio Flow sincronizza su Google Drive una copia versionata del registro StudioFlow. Il registro contiene i manifest necessari a ricostruire lo stato delle importazioni, mentre le fotografie e i percorsi assoluti locali non vengono caricati.

Questo crea una traccia online molto leggera dei lavori archiviati. Se la connessione non è disponibile, gli eventi restano in coda sul computer e possono essere sincronizzati in seguito. È un registro dell'archivio, non una copia cloud delle immagini.

9. Completa il flusso con Backup Guard

Archivio Flow organizza l'archivio principale; FileX Backup Guard mantiene allineata una copia fisica esterna. Al termine di un'importazione Archivio Flow può notificare il nuovo progetto a Backup Guard, così il lavoro appena creato entra nel flusso di sincronizzazione senza dover ricostruire manualmente il percorso.

I due strumenti svolgono quindi compiti diversi e complementari: il primo crea ordine e un indice affidabile, il secondo confronta master e clone e verifica le operazioni di copia.

Un esempio reale di utilizzo

  1. Torni da due servizi presenti sulla stessa scheda.
  2. Filtri i file per data e crei due lavori distinti.
  3. Archivio Flow rinomina i file e separa fotografie e video.
  4. Controlli che l'importazione risulti verificata.
  5. Generi, se ti servono, le copie a bassa risoluzione per il cloud.
  6. Sincronizzi il registro leggero su Google Drive.
  7. Apri Backup Guard e aggiorni la copia fisica dell'archivio.

Il vantaggio non è soltanto risparmiare alcuni clic: è poter ripetere lo stesso metodo su ogni lavoro e sapere cosa è stato archiviato, senza affidarsi alla memoria.

Domande frequenti

Archivio Flow sostituisce Esplora file di Windows?

Le cartelle restano normali cartelle Windows, ma Archivio Flow aggiunge il metodo: catalogo, regole di nomenclatura, indice, importazioni verificate e strumenti per controllare l'archivio.

Le fotografie vengono caricate su Google Drive?

No. L'integrazione Google Drive replica il registro StudioFlow e non le fotografie. Per una copia cloud delle immagini puoi usare i JPG a bassa risoluzione generati localmente e il servizio di sincronizzazione che preferisci.

Posso usarlo su un archivio già pieno di lavori?

Sì. La funzione di analisi individua cartelle già coerenti, lavori rinominabili e situazioni che richiedono una decisione prima di applicare modifiche.

È anche un programma di backup?

No. Per sincronizzare l'archivio principale con una seconda unità si usa Backup Guard. Archivio Flow prepara e cataloga il lavoro; Backup Guard protegge la copia fisica.

Manuale FileX · Revisionato il 31 agosto 2026 · Funzioni verificate sulla versione attuale del prodotto.

Prima foto, Shift sull’ultima, poi importa la selezione.

Nella prima schermata scegli direttamente gli scatti. Importa foto selezionate copia soltanto quei file, anche se altri hanno lo stesso timestamp. Puoi delimitare intervalli oltre mezzanotte o mostrare gruppi suggeriti dopo una pausa di X ore modificabile.

Dopo la selezione trovi possibili lavori di destinazione, con motivazioni basate su importazioni completate e orari mtime. Confermi un lavoro esistente oppure ne crei uno nuovo. La data del lavoro resta separata dalle date dei file e nessun evento viene assegnato automaticamente.

Schede grandi, selezione semplice

Le date sono sempre visibili e i gruppi giornalieri sono aperti. Una sola selezione serve per importare oppure aprire Party Frame, Batch Layout e Photo ID, con pulsanti sempre visibili. La lettura progressiva mostra i primi file e conteggi provvisori; al termine puoi selezionare un’intera data o un gruppo, anche senza caricarne tutte le miniature.

L’inventario della scheda viene riutilizzato durante la sessione: cambiare data non richiede un’altra scansione. La griglia mantiene solo le righe vicine a quelle visibili, riutilizza la cache delle miniature e dà priorità alle foto raggiunte scorrendo. Aggiorna scheda ricostruisce l’elenco e azzera la selezione. Intervalli e gruppi per pause restano disponibili in una sezione espandibile, con unione e divisione manuale. I suggerimenti sul lavoro compaiono nel passaggio di importazione e richiedono la scelta del fotografo.